Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo” partecipa alla “Conferenza Internazionale su Storia dell'Arte, Memoria e Patrimonio Culturale (ICAHMCH)”, organizzata dall'IARF a Lisbona, in Portogallo. Questo evento intende offrire una piattaforma a ricercatori, scienziati e studenti per condividere nuovi metodi analitici e di simulazione, nonché modelli scientifici nei loro campi di competenza. La Conferenza rappresenta uno strumento fondamentale per studiosi, docenti, professionisti e operatori di tutto il mondo, che possono riunirsi ed esplorare ricerche emergenti, sviluppi tecnologici e conoscenze applicate nel campo delle scienze sociali e umanistiche. La Conferenza riconosciuta a livello mondiale promuove:
Un dialogo accademico rigoroso e il pensiero critico.
Percorsi di ricerca e pubblicazione interdisciplinari.
Collaborazione globale tra istituzioni e individui.”
“Oggi è importante esplorare nuove prospettive per affrontare urgenti sfide globali e promuovere la conoscenza che influenza il cambiamento nel mondo reale”, ha affermato il Segretario generale Michele Capasso.
Gli “Stati Uniti del Mondo” esprimono profondo cordoglio perla morte di Padre Pierre El Raii, parroco maronita di Qlayaa, nel sud del Libano: 50 anni, è stato ucciso ieri sotto le bombe israeliane mentre soccorreva un fedele. Aveva deciso di restare accanto alla sua gente, nonostante gli ordini di evacuazione da parte di Israele. Papa Leone XIV ha espresso tutto il suo “profondo dolore per tutte le vittime dei bombardamenti di questi giorni in Medio Oriente, per i tanti innocenti, tra cui molti bambini, e per chi prestava loro soccorso, come padre Pierre El-Rahi, sacerdote maronita ucciso a Qlayaa”. Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin parla di “immane tragedia” nella quale “la Chiesa non è esente dalle sofferenze” e ribadisce il timore di vedere un Medio Oriente svuotato dei cristiani. “Grande tristezza” per la morte del parroco è stata espressa anche dal presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi. “L'attacco nel quale è morto padre Pierre - dice il SG Capasso che di recente si è recato il Libano - è avvenuto alle 14. C'era stato un primo attacco che aveva colpito una casa della sua zona, tra le montagne del sud del Paese, e padre Pierre era andato a soccorrere un parrocchiano ferito. In un successivo attacco, sullo stesso luogo dove erano arrivati i soccorsi, anche il sacerdote è rimasto ferito. Il religioso è morto in seguito alle ferite: è stato il francescano padre Toufic Bou Merhi a dare la notizia commentando: ‘I cristiani stanno piangendo per la tragedia e al contempo hanno molta paura. Finora la gente non ha voluto lasciare le proprie case nei villaggi cristiani, invece in questa situazione tutto si è capovolto’”.
Il Segretario generale prof. Michele Capasso ha partecipato alla seconda edizione del vertice interreligioso “Il Tavolo Iftar di Ramadan 2026”: un evento che promuove l’unità tra Islam, Cristianesimo ed Ebraismo organizzato dalle Ambasciate dell’Azerbaigian e del Marocco presso la Santa Sede, con il sostegno della Direzione dei Musulmani del Caucaso e l’organizzazione del Media International Communication Club. Con il prof. Capasso il vertice ha visto la partecipazione di figure di spicco come il Gran Muftì del Caucaso Allahshukur Pashazade, il Cardinale Pietro Parolin - Segretario di Stato della Santa Sede - e il Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. Il Segretario di Stato Vaticano, S.E. il Cardinale Pietro Parolin, ha sottolineato l’importanza della convivialità come strumento politico di pace, affermando: “Sedersi a questo tavolo non è un semplice gesto di cortesia, ma un atto di resistenza spirituale alla violenza”.
Gli Stati Uniti del Mondo e la Fondazione Mediterraneo hanno voluto celebrare la “Giornata internazionale della Donna” 2026 dedicandola alle Madri delle vittime innocenti delle guerre nel mondo. Per tutta la giornata i 107 grandi schermi videowall del Museo della Pace MAMT di Napoli hanno proiettato immagini delle Madri violate nella loro dignità e nella loro vita. Per NON DIMENTICARE quella che appare sempre di più una tragedia di proporzioni immani. Il presidente Capasso si è così rivolto alle donne presenti ed a quelle collegate webinar: “Vogliamo dedicare questo 8 marzo 2026 alle Madri delle vittime delle guerre che resistono, che curano, che fuggono, che lottano per la vita, che piangono, che si oppongono contro le guerre e che ci chiedono di aiutarle. Le immagini delle Madri delle vittime delle guerre scorrono davanti ai nostri occhi ormai disabituati a questo spettacolo: migliaia di vittime delle guerre nel mondo, centinaia di migliaia di trasferiti o esiliati, città e villaggi in rovina, ponti ed edifici distrutti a colpi di cannone, monumenti di cultura o di fede profanati, violenze e umiliazioni di ogni specie, innumerevoli esistenze di gente semplice mutilate o lacerate per sempre. La sofferenza umana non si può riassumere. Si può andare oltre? Che dire, di fronte alle guerre - ultima quella dell'Iran - di un’ONU inadatta ai cambiamenti del nostro mondo con regole burocrazie e veti che impediscono una reale azione di pace; di una NATO rimasta prigioniera di arcaici modelli di difesa; di una Unione Europea che si preoccupa così poco del resto dell’Europa se non per esigenze economiche e seguendo la legge dei mercati e dei mercanti; di una Russia che tenta di riprendere il posto dell’ex Unione Sovietica utilizzando la forza e la violenza, di tutti questi giochi appena mascherati dalle grandi potenze e dai loro interessi? Accordi costantemente traditi, patti derisi e negoziatori resi ridicoli, risoluzioni internazionali ignorate, convogli umanitari divenuti essi stessi bersagli della rabbia micidiale. Tutte le guerre nel mondo causano umiliazioni, sofferenze, genocidi, violazioni, massacri programmati e preannunziati le cui vittime sono essenzialmente le donne ed i bambini. Per questo oggi vogliamo rendere omaggio alle donne dell’Ucraina alle quali va il nostro pensiero ed il nostro aiuto. Gettiamo di nuovo una bottiglia nel nostro mare con un comune appello destinato a ciò che resta delle coscienze sulle nostre rive”.
Il Segretario generale, il Consiglio degli Ambasciatori e i membri nei cinque continenti degli "Stati Uniti del Mondo" lanciano oggi un accorato "APPELLO PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE", consapevoli del rischio di un allargamento del conflitto su scala planetaria.